CASO (Sant’Anatolia di Narco) – Anche quest’anno la comunità di Caso si è ritrovata per celebrare la festa di Santa Cristina, patrona della piccola chiesa che domina il borgo. Per motivi indipendenti dalla volontà della comunità, la celebrazione si è svolta sabato 1° agosto, anziché il consueto 24 luglio, giorno della memoria liturgica della santa.
La Santa Messa è stata celebrata nella suggestiva chiesetta dedicata a Santa Cristina, un piccolo gioiello di fede e di arte che custodisce un prezioso ciclo di affreschi di epoca medievale e rinascimentale. L’edificio, sorto probabilmente tra il XIII e il XIV secolo e più volte arricchito nel corso dei secoli, continua a essere uno dei luoghi più significativi della devozione della comunità, dove storia, arte e spiritualità si incontrano in un’unica testimonianza di fede.
Santa Cristina, giovane martire vissuta tra il III e il IV secolo, è ricordata dalla tradizione per il coraggio con cui professò la propria fede in Gesù Cristo. Figlia di un alto magistrato pagano, rifiutò di adorare gli idoli e distribuì ai poveri gli oggetti preziosi destinati al culto pagano. Per questa scelta fu sottoposta a dure persecuzioni e a numerosi supplizi, che affrontò con straordinaria fermezza, fino al martirio. La sua vita continua ancora oggi a ricordare ai cristiani che la fedeltà al Vangelo vale più di qualsiasi compromesso con il mondo.
Durante l’omelia, il Pievano don Luis Vielman ha invitato i fedeli a guardare proprio all’esempio della giovane martire. «Anche oggi – ha sottolineato – esiste un “imperatore” che tenta di allontanarci da Dio. Non si presenta con la forza delle persecuzioni antiche, ma attraverso gli idoli del nostro tempo: il potere, il successo a ogni costo, l’opulenza, il consumismo, l’individualismo e l’egoismo. Sono realtà che rischiano di occupare il posto che appartiene soltanto a Dio.»
Il sacerdote ha quindi esortato la comunità a rimanere saldamente unita a Gesù Cristo e a custodire la comunione fraterna. «Da soli siamo più vulnerabili alle insidie del maligno; insieme, come autentica comunità cristiana, possiamo sostenerci reciprocamente nel cammino della fede. La Chiesa non è la somma di singole persone, ma una famiglia che vive della presenza del Signore, si nutre dell’Eucaristia e testimonia il Vangelo con la vita quotidiana. Solo restando uniti a Cristo possiamo discernere ciò che è veramente essenziale e non lasciarci sedurre da ciò che promette felicità, ma lascia il cuore vuoto.»
Al termine della celebrazione, prima della benedizione finale, don Luis ha espresso un sentito ringraziamento a tutti coloro che, con generosità e discrezione, hanno contribuito alla buona riuscita della festa.
«Mi sento sostenuto – ha affermato il parroco – vedendo come ciascuno mette a disposizione i propri talenti, le proprie competenze e i propri carismi. C’è chi prepara la chiesa, chi si prende cura dei fiori, chi anima la liturgia con la musica, chi organizza il momento conviviale e chi offre semplicemente il proprio tempo. Sono piccoli gesti che, uniti insieme, costruiscono una comunità viva e rendono visibile il volto della Chiesa.»
Al termine della Santa Messa, i presenti si sono trattenuti per un semplice ma piacevole momento conviviale, occasione preziosa per condividere la gioia dell’incontro, rafforzare i legami di amicizia e alimentare quel senso di appartenenza che rende una comunità davvero famiglia.
Con gratitudine affidiamo la comunità di Caso e tutta la Pievania dei Santi Felice e Mauro all’intercessione di Santa Cristina, perché ottenga dal Signore il dono di una fede salda, di una speranza perseverante e di una carità capace di edificare comunità sempre più unite nel nome di Cristo.





Foto cortesia di Roberto Staci
