Lo scorso 26 luglio, la piccola località di Grotti, nel comune di Sant’Anatolia di Narco, ha vissuto uno dei momenti più sentiti della propria tradizione religiosa con la festa della Madonna delle Scentelle, appuntamento che ogni anno richiama numerosi fedeli provenienti non solo dai paesi della Pievania, ma anche da altre località della Valnerina e dell’Umbria.
La festa è stata preparata con grande cura dalla comunità di Grotti, che ancora una volta ha saputo distinguersi per la sua accoglienza, rendendo questo appuntamento un’autentica occasione di incontro, preghiera e fraternità.
La chiesetta della Madonna delle Scentelle, immersa nel verde e nel silenzio della montagna, rappresenta da secoli un piccolo ma prezioso luogo di spiritualità per la popolazione locale. La sua origine è legata alla profonda devozione mariana della gente del territorio e, nel tempo, è divenuta meta di pellegrinaggi e soste di preghiera. Sebbene di dimensioni modeste, questo santuario custodisce una grande ricchezza spirituale: è il luogo dove molti affidano alla Vergine le proprie gioie, le fatiche quotidiane e le speranze delle loro famiglie. Negli ultimi anni la chiesetta è stata interessata da importanti interventi di restauro che ne hanno restituito il decoro e la bellezza, permettendo di conservarla per le future generazioni.
La celebrazione eucaristica, molto partecipata, ha visto la presenza di tantissimi fedeli. La piccola chiesa non è riuscita a contenere tutti i presenti e molte persone hanno seguito la Santa Messa dall’esterno, partecipando con raccoglimento e devozione. È stato un segno eloquente di quanto Maria continui ancora oggi ad attirare i suoi figli: li invita, li accoglie e li conduce all’incontro con Cristo.
Durante l’omelia, il pievano ha proposto una riflessione a partire dalla prima lettura (1Re 3,5.7-12), nella quale Dio si rivolge al giovane re Salomone invitandolo a chiedere ciò che desidera. Salomone non domanda ricchezze, potere o una lunga vita, ma chiede un cuore docile, capace di ascoltare e di discernere il bene.
Da questo episodio biblico è nato l’invito rivolto a tutta la comunità: imparare a compiere le scelte della vita non lasciandosi guidare soltanto dalle proprie idee, dai propri interessi o dalle proprie pretese, ma mettendosi prima in ascolto della Parola di Dio. Solo un cuore docile, aperto al discernimento della volontà del Signore, può prendere decisioni davvero sagge, orientate non al vantaggio personale ma al bene della famiglia, della comunità, del quartiere e dell’intero popolo di Dio. È questa la sapienza cristiana: lasciarsi guidare dal Signore affinché ogni scelta diventi occasione di servizio e di costruzione del bene comune.
Prima della benedizione finale ha preso la parola il vicesindaco Franco Flavoni, che ha espresso un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della festa. Un grazie particolare è stato rivolto al pievano, alla comunità di Grotti che ha preparato il momento conviviale, al coro che ha animato la liturgia con il canto, alla Comunanza di Grotti per la collaborazione e, in modo speciale, alla signora Olga Urbani, ricordata come promotrice e sostenitrice del restauro della chiesetta, gesto di grande amore verso questo luogo tanto caro alla popolazione.
Al termine della celebrazione, la festa è proseguita con un momento di convivialità che ha permesso ai presenti di ritrovarsi e condividere il tempo trascorso insieme. Occasioni come questa sono preziose perché rafforzano i legami tra le persone, alimentano il senso di appartenenza alla comunità e ricordano che la fede non si vive soltanto nella preghiera, ma anche nella gioia dello stare insieme, dell’accoglienza reciproca e della condivisione.
La comunità di Grotti ha preparato una ricca tavola con i sapori della tradizione umbra: panini con la porchetta, dolci tipici, bevande e tante altre specialità offerte con generosità ai pellegrini e agli ospiti. Un gesto semplice ma ricco di significato, che ha concluso una giornata vissuta all’insegna della devozione mariana, della fraternità e della gratitudine.
La festa della Madonna delle Scentelle continua così a rappresentare un appuntamento profondamente radicato nella vita della comunità: una tradizione che unisce generazioni diverse e che, anno dopo anno, rinnova l’invito a mettersi, come Maria, in ascolto della volontà di Dio con un cuore docile e disponibile.




Foto cortesia Pamela Virgili
