Festa Patronale di Castel San Felice e festa della Pievania: fede, preghiera e fraternità nella comunità

Anche quest’anno la comunità ha vissuto con intensa partecipazione la festa patronale dei Santi Felice e Mauro, due giornate ricche di spiritualità, preghiera e condivisione che hanno coinvolto il popolo, le autorità civili e la Confraternita.

Le celebrazioni hanno avuto inizio il 15 giugno con la tradizionale processione per le vie del paese. Un momento particolarmente significativo che vuole rappresentare il cammino di fede del popolo cristiano e che, allo stesso tempo, offre l’occasione di portare la benedizione del Santo Patrono nelle case e alle famiglie presenti lungo il percorso mediante la reliquia di San Felice.

La processione costituisce anche una preziosa preparazione spirituale alla grande festa del giorno successivo, dedicata alla memoria della nascita al cielo di San Felice. Durante il cammino, i partecipanti hanno elevato preghiere per le necessità della Chiesa, della comunità e del mondo intero, affidando in particolare al Signore il dono della pace.

Al termine della processione, il celebrante, la Confraternita e tutti i fedeli si sono recati nella cripta presso la tomba dei Santi Felice e Mauro, dove si è svolto un intenso momento di venerazione e di preghiera per la pace, davanti alle reliquie dei due santi patroni.

Il giorno seguente, 16 giugno, si è tenuta la solenne celebrazione eucaristica presieduta dal pievano don Luis Vielman e animata dalla Corale della Pievania. La liturgia del giorno invitava i fedeli a custodire e coltivare la vita dello spirito, tema ripreso anche nell’omelia del celebrante.

«Rendere onore ai Santi Felice e Mauro significa coltivare lo spirito, come hanno fatto loro stessi bonificando il territorio e formando le anime, facendole crescere nella spiritualità. Il nostro territorio, dalla forte vocazione agricola, ci sprona a riprendere questo stile di vita, coltivando la fede con pazienza, perseveranza, osservanza e accuratezza, proprio come ogni contadino si prende cura del proprio campo».

Un invito concreto a riscoprire la dimensione spirituale della vita quotidiana e a lasciarsi guidare dall’esempio dei santi patroni, che hanno saputo trasformare il territorio e i cuori attraverso la testimonianza del Vangelo.

Al termine della celebrazione, i fedeli hanno ricevuto la solenne benedizione con la reliquia di San Felice, gesto che ha concluso il momento liturgico ma non la festa.

In piazza, infatti, la comunità aveva preparato un generoso momento conviviale, frutto dell’impegno e della disponibilità dei paesani, che hanno accolto tutti con abbondanza e cordialità. Sulle tavole non mancavano porchetta, spalletta, pizza, fritti e numerose specialità dolciarie preparate in casa. E, naturalmente, per una vera festa paesana non poteva mancare il vino, ricordando le parole del poeta russo Aleksandr Sergeevič Puškin: «Ecco la felicità della vita: amore e vino ugualmente dobbiamo aver vicino».

La festa patronale si è così conclusa nel segno della fraternità, della gioia condivisa e del desiderio di essere autentica comunità.

Un sentito ringraziamento va a tutti coloro che hanno partecipato alle celebrazioni, ai volontari, alla Confraternita, alla Corale, alle autorità presenti e a quanti hanno collaborato in vari modi alla buona riuscita della festa, testimoniando ancora una volta la bellezza di camminare insieme nella fede e nella comunione fraterna.