LE CESE DI SPOLETO: LA FESTA DI SAN LUIGI, TRA FEDE, IRONIA E UNA COMUNITÀ CHE NON SI LASCIA RUBARE IL CUORE


Anche senza campana, la festa di San Luigi non ha perso il suo suono più importante: quello della comunità. Nella piccola frazione di Le Cese, immersa nel verde e spesso dimenticata dai collegamenti, si è celebrata con grande calore la memoria di San Luigi Gonzaga, patrono dei giovani e modello di servizio verso i malati e i più fragili.

La Santa Messa è stata celebrata alle ore 18 nella suggestiva chiesa del paese, adornata da antichi affreschi che sembravano voler abbracciare i fedeli, proprio come San Luigi abbracciava la sofferenza dei malati, cuore della sua vocazione. Con una nota di spirito, prima dell’inizio della celebrazione, i presenti scherzavano dicendo che non sarebbero entrati in chiesa finché non fosse suonata la campana. Peccato che la campana, da anni, non c’è più: fu rubata tempo fa, lasciando un silenzio che la fede ha saputo comunque colmare.

Durante l’omelia, il sacerdote ha commentato la parabola del Buon Samaritano, proclamata nel Vangelo del giorno, ricordando che “occorre guardare oltre il proprio naso”, e vivere una fede concreta fatta di servizio, sollecitudine, carità e generosità. “Ogni persona – ha detto – sia il prossimo, sia me stesso, davanti a Dio ha un’altissima dignità.”

Ma la festa non si è fermata al rito liturgico. Dopo la Messa, la comunità si è ritrovata per un momento conviviale organizzato con grande cura dai “Santesi”, guidati da Fabio. Tavole riccamente imbandite accoglievano panini con la porchetta, pizze, pizzette, torte salate e ogni tipo di prelibatezza, fino a una vera e propria “sfilata” di dolci preparati con amore dalle donne delle varie frazioni vicine.

Mentre si mangiava, si condivideva anche la vita: storie di famiglia, racconti di gioventù, aggiornamenti sulle ultime notizie, riflessioni su politica e religione, preoccupazioni per le guerre in corso. Non mancava, come da tradizione, chi portava una nota comica con battute, ironia e risate fragorose, capaci di tenere insieme giovani e anziani, residenti e ospiti.

La distanza dal centro urbano e la scomodità dei collegamenti non hanno impedito alla comunità di Le Cese di dimostrare una cosa importante: si può essere periferici sulla mappa, ma centrali nel cuore della Chiesa. San Luigi, esempio di giovinezza e dedizione, continua a ispirare questi piccoli grandi gesti di fraternità. Anche senza campana, il suono della comunità qui risuona forte.