Grotti celebra la Madonna delle Scentelle: tra fede, arte e passione popolare

Grotti di Sant’Anatolia di Narco — In un angolo incantato tra i boschi dell’Umbria, là dove la natura sembra inginocchiarsi davanti al mistero, si è celebrata con intensa partecipazione la festa della Madonna delle Scentelle, evento che ha riunito decine e decine di fedeli da ogni angolo della Pievania dei Santi Felice e Mauro, da Spoleto e oltre.

Il fulcro della festa è l’antica e piccola chiesa rurale immersa nel verde, al cui interno si custodisce un tesoro di fede e arte: una delicata immagine della Madonna con Bambino del XVI secolo, attribuita con buone probabilità a Piermarino di Giacomo di Castel San Felice, allievo del celebre Spagna. Questo affresco è da secoli oggetto di profonda venerazione da parte degli abitanti di Grotti e delle zone limitrofe.

La Santa Messa è stata celebrata alle ore 18 dal pievano don Luis Vielman, affiancato da don Sebastian Urumbil, e ha segnato l’inizio solenne della festa. Pochi hanno potuto trovare posto all’interno della piccola chiesetta, ma all’esterno il numero dei presenti era triplicato, a testimonianza della profonda devozione che lega la comunità a questo luogo sacro.

Durante l’omelia, don Luis ha commentato il Vangelo della XVI domenica del Tempo Ordinario con parole che hanno toccato i cuori:

“Veniamo pellegrini dalla Madonna a chiedere una grazia, un favore, un’intercessione. Tutti siamo bisognosi, mendicanti della Grazia di Dio. Ed è bello esserlo, perché è bello sentire la forza della Grazia che viene in aiuto. Chi non si riconosce mendicante rischia di credersi autosufficiente, di pensare di poter fare a meno degli altri e anche di Dio.”

La liturgia è stata animata con gioia dal coro di Sant’Anatolia, chitarre e voci intrecciate in preghiera e lode, in un clima di profondo raccoglimento.

Alla fine della Messa, ha preso la parola il vicesindaco, portando i saluti del sindaco Tullio Fibraroli e dei grottigiani. Ha ricordato con gratitudine la recente opera di restauro della chiesetta, resa possibile grazie al contributo della Truffle Land, azienda del gruppo Urbani Tartufi. Un gesto generoso che ha permesso non solo il ripristino dell’edificio sacro, ma anche l’installazione dell’illuminazione, elemento prima assente. Presente anche Olga Urbani, ringraziata pubblicamente dalla comunità.

Un momento che ha colpito i presenti è stato l’installazione temporanea della campana: per motivi di sicurezza, viene custodita altrove e montata solo in occasione delle celebrazioni. Un gesto diventato quasi simbolo di una fede da custodire con cura, come il suono di quella piccola campana che unisce il cielo e la terra.

Al termine della funzione, la comunità si è raccolta per il tradizionale momento conviviale, preparato con passione e generosità dai fedeli del luogo. A guidare l’organizzazione Adriana, Pamela e molti altri volontari, instancabili nel servire. La serata è proseguita tra porchetta, salsicce, formaggi, dolci fatti in casa, vino e musica di fisarmonica, sorrisi, racconti e tanta fraternità.

La festa della Madonna delle Scentelle è stata molto più di un evento: è stata testimonianza viva di una fede popolare intensa e autentica, alimentata dall’amore per il territorio, la bellezza dell’arte sacra, la forza della comunità e la volontà di custodire ciò che conta davvero. Una fede piccola come quella campana, ma capace di suonare forte nel cuore di chi sa ascoltare.

Si ringrazia servizio fotografico Diego Calanche de Altan